“CARNALIVARI ‘NTA CALABRIA”

Il Carnevale, oggi, è forse la festa più divertente dell’anno, apprezzata da grandi e piccini o, più in generale, da tutti coloro che desiderano abbandonare il consueto ordine per festeggiare giocosamente il “caos”, visto che, come vuole la tradizione, “A Carnevale ogni scherzo vale!”. Le origini del carnevale si fanno risalire molto indietro nel tempo, le cui radici risiedono all’epoca greca – romana, quando venivano praticati i riti pagani in onore del dio Saturno e Dionisio. Etimologicamente il significato della parola deriva dall’espressione latina “carnem levare” ovvero “togliere la carne” in riferimento al banchetto che si teneva il martedì grasso, ultimo giorno del Carnevale, in coincidenza con l’inizio del periodo della quaresima, tempo di purificazione dei credenti in attesa della Pasqua. Durante queste feste popolari celebrate in onore del dio Saturno erano previsti lauti banchetti a cui prendevano parte, sia nobili che poveri, quasi in un vero e proprio rovesciamento delle classi popolari favorito anche dall’utilizzo delle maschere che impedivano il riconoscimento delle presone che così si lasciavano andare a qualsiasi genere di sfrenatezza. Il Carnevale in Calabria è l’evento delle grandi sfilate in maschera, che animano strade e locali con carri allegorici in cartapesta e rappresentano il mondo della cultura, della politica e della società. Giangurgolo è la maschera calabrese della Commedia dell’Arte. Il Capitano di origine spagnola, esuberante e bugiardo, indossa maschera rossa con naso di cartone, cappello conico nero o marrone, colletto bianco spieghettato, corpetto rosso, calze a righe gialle e rosse, calzoni sotto il ginocchio, e scarpe in vernice nera. Oggi si ricorda solo in qualche ricerca scolastica, mentre sarebbe opportuno attivare interventi finalizzati alla promozione e valorizzazione delle tradizioni.

“CARNALIVARI ‘NTA CALABRIA”

Il carnevale povero, quello di tutti, quello in cui ci si accontentava di poco per ridere  e divertirsi è andato pian piano perdendo la sua importanza. La cosa più caratteristica del carnevale era quella di mascherarsi.

Gruppi di giovani si travestivano nelle maniere più buffe e la sera andavano in giro per le vie male illuminate del paese, seguiti da una scia di ragazzini, suonando e cantando e facendo chiasso. La gente si affacciava al balcone per vederli passare, e loro spesso entravano nelle osterie o nei bar o nelle case di amici e parenti , bevevano un bicchierino o mangiavano un dolcetto e riprendevano il giro del paese tra scherzi e risate fragorose che qualche volta finivano pure in  “sciarri” e scazzottate.

Ma c’erano soprattutto gruppi di “mascarati” più tranquilli che si travestivano  e, nel tardo pomeriggio, andavano in giro per le strade improvvisando  cortei o scenette: così non era raro incontrare una sposa con barba e baffi, o un gruppo di fantasmi, o antichi militari in divisa, o prelati…o altri personaggi divertenti.

Alla scoperta delle manifestazioni più significative legate al Carnevale Calabrese.

Carnevale di Amantea

La capitale del Carnevale calabrese è Castrovillari, che dal 1959 incanta la regione, considerato ormai da decenni il festival del folklore. La forza della manifestazione è data dall’unione tra le sfilate di gruppi mascherati, balli, canti con la tradizione popolare, che convoglia nell’area del Pollino ogni anno migliaia di visitatori.

Carnevale Occitano

A Guardia Piemontese , la sfilata di 20 carri allegorici ed  oltre 700 figuranti mascherati è una delle kermesse più amate del Tirreno cosentino. L’evento dura  più di una settimana e le sfilate dei figuranti sono particolarmente suggestive, anche per la cura dei dettagli nei costumi.

Carnevale di Amantea

Il Carnevale di Amantea vanta una lunga tradizione ed è realizzato grazie al contributo di associazioni locali, che ogni anno si occupano  dell’allestimento dei carri allegorici e dell’organizzazione di una serie di eventi musicali.  La maschera ufficiale del Carnevale di Amantea è Rosinella, che rappresenta la popolana, che con un paio di forbici in mano raffigura nello spirito ironico del carnevale, le persone ciarliere.

Carnevale della Piana

Il Carnevale Intercomunale della Piana organizzato dalle amministrazioni  di Polistena, Taurianova e Cinquefrondi è un evento che mira alla collaborazione tra i comuni, animando la zona  con carri allegorici,  musica folk, artisti di strada. Il programma della manifestazione prevede spettacoli itineranti tra i tre comuni organizzatori, con la premiazione finale dei carri vincitori che si svolge a Polistena.

Carnevale di Reggio Calabria

Durante le feste di carnevale è d’obbligo lasciarsi tentare dalle prelibatezze dolciarie che a Reggio Calabria sono una tradizione imperdibile. Si prepara di tutto, per rispondere anche ai palati più esigenti e regalare attimi di brio anche a tavola con la gastronomia del luogo e soprattutto con tanti dolci. Chiacchiere e pignolata forse sono i più conosciuti qui a Reggio, ma sicuramente non sono gli unici dolci che accompagnano il carnevale. Cosa si deve assolutamente assaggiare se si visita Reggio Calabria in questo periodo dell’anno? Ci sono le castagnole: amate perché croccanti fuori ma morbidissime dentro; i cosiddetti “nacatuli” o “nacatole”, che sono listarelle intrecciate di pasta frolla fritta, ricoperte di zucchero, da gustare a fine pasto; le ciambelline di patate; le tartine di sanguinaccio, per chi ama quel mix di dolce e salato; i ravioli ripieni di ricotta fresca, tipici  del giovedì grasso.

Ma Reggio Calabria porta avanti le sue tradizioni popolari e lo spirito carnevalesco soprattutto con coloratissime  sfilate dei carri allegorici, spesso accompagnate da feste in maschera, concerti, mostre,  artisti di strada, spettacoli di giocoleria e concorsi folkloristici. Grande attenzione ai più piccoli con sfilate dedicate alle mascherine ed intrattenimento con giochi e canti. Un evento dedicato alla famiglia, che coinvolge maschere provenienti da tutta la zona del reggino.

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