Sono partite mercoledì 10 febbraio le attività del secondo semestre del progetto “Percorsi di educazione alla legalità”, voluto dalla Fondazione “Antonino Scopelliti” a sostegno dei minori sottoposti all’autorità giudiziaria del Tribunale per i Minorenni di Reggio Calabria.

Il progetto, già al suo terzo anno, nasce dal protocollo di intesa stipulato nel 2018 tra la Fondazione Antonino Scopelliti, il Tribunale per i Minorenni di Reggio Calabria e la Procura della Repubblica, ed è finalizzato alla tutela dei minori in situazioni di pregiudizio. Lo scopo del protocollo è quello di sensibilizzazione i minori sui temi della legalità attraverso lo svolgimento di svariate attività: incontri con i familiari e le vittime viventi delle mafie, gli imprenditori virtuosi, le personalità che operano nel campo della giustizia e le associazioni attive sul territorio. Agli incontri si affiancano attività più pratiche, come le lezioni di inglese e tedesco, e il doposcuola pomeridiano.

“Percorsi di educazione alla legalità” si è aperto con l’incontro dei ragazzi con Rosanna Scopelliti, che ha fatto gli onori di casa e illustrato le attività e le finalità della Fondazione, affiancata da Maria Cantone, project manager  e da Katia Nicolò, e Mafalda Pollidori, responsabili scuola.

Il 23 febbraio vedrà la seconda tappa presso “Le Botteghe delle Terre del Sole”, dove la responsabile Laura Cirella accompagnerà i giovani alla conoscenza dei principi che muovono la bottega con la vendita prodotti fair trade e provenienti da terreni confiscati alle mafie. La Bottega è il più grande consorzio di cooperative sociali della Calabria e raccoglie le esperienze del commercio equo-solidale, della cooperazione sociale calabrese e della produzione da terreni liberi dalle mafie.

“Il caffè equo-solidale del Nicaragua, il vino di Palizzi, il miele aspromontano, lo zucchero di canna dall’Ecuador, il cacao dalla Bolivia e poi ancora l’olio da terreni confiscati alle mafie e i nostri prodotti sartoriali: da Sud a Sud i prodotti della Bottega raccontano l’opportunità di rovesciare l’ordine tradizionale delle regole del mercato e del profitto, di sovvertire l’idea di un Sud depresso e oppresso”- come riportano i responsabili sul sito de “Le Botteghe delle Terre del Sole”.

Secondo Maria Cantone, project manager della Fondazione “è necessario favorire nei giovani un radicale cambiamento che li porti ad essere cittadini attenti ad una “economia pulita”. Infatti, l’essere consumatori critici permette di sostenere realtà produttive sane, che praticano una filiera etica e trasparente. Sostenere gli imprenditori che si ribellano al pizzo significa sostenere la parte sana della Calabria”

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