Le riflessioni degli studenti della 5M dell’Ist. Algeri Marino di Casoli (CH) sul tema della Libertà

Alessia Madonna

“Tutti gli uomini nascono liberi e uguali, in dignità e diritti “così è scritto nell’articolo 1 della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, entrata in vigore nel 1948 dopo che molti popoli avevano subito orrori e violenze causati dalla guerra che gli aveva portato via ogni forma di diritto e autonomia. Il tema della libertà è stato in qualche modo trattato da tutti i letterati che si sono succeduti nei secoli e soprattutto da molti filosofi che hanno lasciato la loro testimonianza. Per la maggior parte dei pensatori antichi la libertà era concepita principalmente come capacità, o possibilità di autodeterminarsi. Nelle testimonianze di Aristotele, ad esempio, l’uomo è animale razionale che conosce il bene sfruttando la sua capacità di autodeterminazione.  La libertà di essere consiste nella capacità di compiere azioni che tendono al bene e che possano realizzare la più alta potenzialità dell’essenza dell’uomo: la ragione. Sullo stesso filone del pensiero di Aristotele si colloca quello di Pico della Mirandola, secondo le sue teorie l’uomo è la creatura privilegiata da Dio che durante la sua creazione lo ha posto al centro dell’universo circondandolo di esseri superiori e inferiori, angeli e bestie. Dio fa un dono all’uomo, la dignità, che in questo caso è la libertà di scegliere cosa essere in vita, se elevarsi verso il bene e raggiungere gli angeli o se degenerare verso il male e diventare una bestia. Questa facoltà rende l’uomo superiore a tutte le altre specie che non sono dotate di libertà e che occupano un posto nell’universo dal quale non possono allontanarsi.

Nel corso della storia, la libertà, infatti, non è solo la capacità di autodeterminarsi del singolo individuo oppure di un intero popolo, ma diventa un diritto. Nell’antica Grecia, ad esempio, la parola libero poteva assumere tre diversi significati, poteva essere sinonimo di “non schiavo”, di “non assoggettato allo straniero” e di “non sottoposto ad un tiranno”. È facile vedere come in questo periodo, così come nel periodo romano, la libertà non sia un concetto che universalmente ineriva a tutti gli uomini: gli schiavi, difatti, era esclusi da questo privilegio, così come coloro che venivano ritenuti stranieri. Nel Medioevo, la libertà continua ad essere un diritto di pochi, privilegio di alcuni ceti sociali più elevati. Per poter arrivare ad una concezione di libertà universale, estesa a tutti gli esseri umani bisognerà arrivare all’epoca moderna e analizzare il pensiero di Locke che per la prima volta individua dei diritti fondamentali di tutti gli uomini, la vita, la proprietà e la libertà intesa di pensiero, religiosa e politica.

Le libertà, un bene così prezioso per tutti gli uomini sono una dimensione da realizzare nella storia. La stessa legislazione può operare una folle restrizione di essa, basti pensare alle Leggi di Norimberga. ….

Ed oggi?  Le libertà sono un valore assoluto o vanno barattate con ulteriori diritti? Possiamo asserire che l’esperienza del Covid-19 è stata una occasione per una riflessione anche sul tema della libertà. Abbiamo rinunciato ad una parte di essa effettivamente per proteggerci e per permetterci poi di ripartire più forti di prima. Ma qualsiasi sia la motivazione di questa scelta così drastica si pone un problema morale: è giusto aver privato molte persone dell’affetto dei propri cari si era nel momento del trapasso?

Una situazione così strana e surreale ha messo in pausa un mondo intero fatto di affetti, desiderio di viaggiare, di lavorare, di costruire legami sociali, di contatti…Ed è proprio in questa situazione che abbiamo  capito cosa sia la libertà…Fino a che qualcosa non ci viene tolto non ci rendiamo mai conto di quanto sia importante, fino a che tutto ci è concesso senza sforzi non ci rendiamo della preziosità del bene. Alla nostra generazione la libertà è stata servita su un piatto d’argento, non abbiamo dovuto combattere per ottenerla, noi siamo sempre stati liberi grazie a qualcuno che prima di noi ha sacrificato la sua stessa vita per che permettere a chi lo avrebbe succeduto di vivere senza restrizioni…. non abbiamo mai vissuto sotto un monarca, o peggio ancora sotto un tiranno, siamo figli della democrazia che ci permette di esprimerci, nel rispetto degli altri, in qualsiasi modo vogliamo. Siamo liberi di avere una nostra opinione politica, di credere in chi o cosa vogliamo, di amare chi desideriamo… A tutto ciò non abbiamo mai dato tanto peso…

Che abbia ragione Pico della Mirandola e che quindi la libertà sia un dono che Dio ci ha fatto, o che abbia ragione Locke e che quindi sia un nostro diritto oppure ancora che qualcuno abbia dovuto lottare per ottenerla, la libertà è la cosa più preziosa e bella che abbiamo, è la misura del nostro essere, è l’inconsapevole che si è fatto consapevolezza.

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