Le riflessioni degli studenti della 5M dell’Ist. Algeri Marino di Casoli (CH) sul tema della Libertà

Per libertà s’intende la condizione per cui un individuo può decidere di pensare, esprimersi ed agire senza costrizioni, ricorrendo alla volontà di ideare e mettere in atto un’azione, mediante una libera scelta dei fini e degli strumenti che ritiene utili a realizzarla. È questo ciò che chiunque direbbe per definire il concetto di libertà. Ma la libertà non può essere solo questo: come ogni cosa essa ha tantissime sfumature, ognuna delle quali nasconde vari colori e varie tonalità. La libertà varia in base a tanti fattori, infiniti fattori: dal contesto storico, dalla propria personalità, dal proprio pensiero, dalle condizioni di vita. Spesso la libertà consiste in una boccata d’aria e la maggior parte delle volte non ci si fa caso, dando tutto per scontato. La libertà è probabilmente l’ideale e il diritto più amato e rivendicato da ogni essere umano e tentare di definirla significherebbe ripercorrerne la faticosa storia. Uno dei massimi esponenti di questo valore è sicuramente Cicerone, che diceva: «La libertà (…) non consiste nell’avere un buon padrone, ma nel non averne affatto.». E’ infatti questo uno dei modi più semplici di intendere la libertà cioè come assenza di sottomissione, di schiavitù, di costrizione per cui l’uomo si considera indipendente. Proprio su questo filone, qualche secolo dopo, si accosterà il pensiero di Locke, fondatore del liberalismo, basato sulla difesa di uno Stato che tutela i diritti fondamentali posseduti da ogni individuo “per natura”. Locke, difatti, arriva a sviluppare il concetto della libertà del cittadino; della tolleranza religiosa e della libertà delle chiese; secondo lui lo stato di natura è caratterizzato dall’uguaglianza di tutti gli uomini, i quali hanno tutti lo stesso diritto di disporre di sé stessi e dei propri bene: ogni uomo è libero. Particolarmente legato a questo tema è senza dubbio Giordano Bruno, considerato da tutti un promotore della libertà: la sua cultura, infatti, è influenzata dalla corrente del Pacifismo secondo cui ogni elemento della natura ha la stessa dignità degli altri. In quest’ottica l’uomo è dentro le cose e quindi ogni forma di superiorità non è concepita. Quando si parla della libertà e diritti fondamentali non si può non fare riferimento alla “Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino”, fondamento delle costituzioni moderne. La sua “nascita” risale al 1789 con l’evento rivoluzionario del popolo francese contro l’Ancien Regime, ritenuto responsabile dello stato di disuguaglianza e povertà fra la popolazione. Un altro evento storico analogo al tema è quello delle “Tre Giornate Gloriose” ( o Rivoluzione di Luglio) rappresentate da Delacroix nel suo dipinto “La Libertà che guida il popolo”. Nel quadro, la Libertà è personificata: essa, infatti, assume le sembianze di una donna che esorta gli uomini di ogni ceto sociale a scendere in campo e combattere per raggiungere l’obiettivo comune: la libertà. Particolarmente collegato al concetto di libertà è quello del libero arbitrio, secondo il quale ogni persona ha la facoltà di scegliere gli scopi del proprio agire e pensare, perseguiti tramite la volontà, nel senso che la sua possibilità di scelta ha origine nella persona stessa e non in forze esterne. Quindi, in quest’ottica, ogni individuo è libero di prendere decisioni facendo affidamento al proprio essere. Molti filosofi hanno sviluppato questo concetto di libera scelta, in maniera diversa ma con denominatori comuni. Pico della Mirandola è uno dei sostenitori più importanti del libero arbitrio: nella sua immensa opera “De hominis dignitate”, egli afferma che “l’uomo può degenerare nelle cose inferiori e può rigenerarsi in quelle superiori” e quindi può scegliere liberamente se elevarsi ad angelo oppure se abbassarsi a bestia. L’uomo è quindi libero di scegliere che strada perseguire; è l’unica creatura dotata del dono dell’indeterminatezza; l’uomo è padrone del suo destino. La libertà è il valore fondamentale che ogni uomo necessita, il valore che permette a chiunque di esprimersi in ogni forma e in ogni ambito; ma nel corso della storia si è rivelata il diritto più difficile da ottenere ed è proprio per questo motivo che assume un valore davvero notevole. La libertà, fin dall’antichità, è sempre stata un diritto riservato a gruppi ristretti e privilegiati della popolazione; la disuguaglianza ha sempre regnato sovrana, permettendo ai più forti e più ricchi di primeggiare sulle classi meno fortunate. Ma con il passare del tempo, attraverso lo studio, l’informazione, la comunicazione, ogni uomo ha potuto fare propri i diritti fondamentali che per natura dovrebbero appartenerci. I diritti fondamentali del singolo vengono calpestati quando tutto il potere si concretizza nelle mani di un unico uomo, che da essere umano decide di trasformarsi in un dittatore, uomo portatore di involuzione e non di evoluzione; uomo che distrugge e non che crea: diventa quindi la “bestia” di cui parlava Pico della Mirandola. Con l’introduzione di un regime totalitario si arriva necessariamente alla soppressione della libertà: l’uomo è imprigionato nel proprio mondo, in cui non può esprimere liberamente il proprio essere, ma anzi deve indossare una maschera; è costretto a scegliere tra il diritto della libertà di espressione ma rinunciando al diritto alla vita oppure il contrario. In queste condizioni l’uomo non è mai totalmente libero in tutti gli ambiti. L’unico metodo che l’uomo può utilizzare per rendersi completamente libero è battersi per ottenere quei valori per cui è nato. Come sosteneva Locke, la libertà naturale dell’uomo nella società consiste nel non sottostare ad altro potere legislativo oltre a quello stabilito per consenso. L’uomo quindi non può e soprattutto non deve rendersi schiavo di un altro individuo e non può porre sé stesso sotto un potere assoluto che disponga della sua vita come gli piace. Nel 2020 il mondo si ritrova a fronteggiare una pandemia globale che ha cercato di limitare al massimo le libertà degli uomini. Abituati a vivere la nostra vita fino in fondo, senza rigide imposizioni, ci siamo ritrovati in breve tempo chiusi in casa, con catene e senza libertà. È questo il momento giusto per comprendere finalmente quanto siamo fortunati ad essere liberi, anche solo di dire ciò che pensiamo, anche solo di respirare. È questo il momento giusto per riflettere sull’importanza da dare ai piccoli gesti, alle piccole cose e magari riflettere sul fatto che la libertà non è un dono, ma una sudata e dolorosa conquista di cui, per sfortuna, non tutti possono disporre.

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