La prima tappa del progetto “Percorsi di educazione alla legalità”, promosso dalla Fondazione Antonino Scopelliti con protocollo d’intesa con il Tribunale per i minorenni di Reggio Calabria, si è svolta presso le “Botteghe delle Terre del Sole” del Consorzio Macramè, il più grande consorzio di cooperative sociali della Calabria.

La dott.ssa Laura Cirella ha accolto i partecipanti e dopo una breve presentazione li ha subito introdotti in un’altra “dimensione” con il caffè equo-solidale del Nicaragua, il vino di Palizzi, il miele aspromontano, lo zucchero di canna dall’Ecuador, il cacao dalla Bolivia, l’olio e i prodotti agroalimentari provenienti dai terreni confiscati alle mafie, che hanno vinto la doppia sfida sul piano della legalità e della qualità, rappresentando uno sviluppo economico che intende coinvolgere i cittadini anche tramite forme di consumo consapevole e responsabile. Dopo questa fase introduttiva si è passati ad un confronto diretto con i ragazzi sulle seguenti tematiche:

  • attività di valorizzazione e recupero sociale dei beni confiscati, che rappresenta una best practice a livello internazionale;
  • finalità del Consorzio Macramè, che con i prodotti agroalimentari provenienti da terreni confiscati alle mafie contribuisce allo sviluppo durevole della comunità, creando nel comparto agricolo un rinnovato spirito di iniziativa imprenditoriale e nuove forme di cooperazione;
  • finalità dell’attività produttiva in regime di agricoltura biologica, che si muove nella direzione di un’imprenditorialità innovativa, capace di rapportarsi quotidianamente con la domanda di un mercato sempre più attento alla sicurezza e genuinità alimentare.

A conclusione dell’incontro, la dott.ssa Cirella ha sottolineato la forte vocazione della cooperativa allo sviluppo della legalità e all’impegno verso il cambiamento culturale, che si traduce in iniziative ed interventi tesi a rilanciare il territorio. A tal proposito la Fondazione Antonino Scopelliti realizza progetti ed attività, coniugando gli aspetti formativi dell’educazione alla legalità con la sensibilizzazione verso il valore etico e sociale contenuto nell’utilizzo dei beni confiscati.

La soddisfazione dei ragazzi è stata significativa e per il futuro essi auspicano attività più diluite nel tempo e con ulteriori dimostrazioni pratiche e di esperienze.

“Rovesciare l’ordine tradizionale delle regole del mercato e del profitto, sovvertire l’idea di un Sud depresso e oppresso. Noi crediamo in questa opportunità”.

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