Rende (CS)-Incontro su: “Le Stragi di Mafia che Scossero l’Italia e l’Uccisione del Giudice Scopelliti”

Il Museo del Presente di Rende (CS) ha ospitato un Incontro di particolare significato e valenza socio-culturale-educativa, vertente su: “Le stragi di mafia che scossero l’Italia e l’uccisione del giudice Antonino Scopelliti , promosso ed organizzato, congiuntamente, dall’Osservatorio Nazionale Mafie “Falcone e Borsellino e dal Circolo della Stampa “Maria Rosaria Sessa” di Cosenza. 

Il Plesso del Liceo Scientifico “Pitagora” di Rende (CS)

Alla meritoria e originale Iniziativa ha assicurato fattiva collaborazione e partecipazione il Liceo Scientifico – Linguistico Statale  “Pitagora” di Rende (CS). C’è da rilevare che il Tema non è stato scelto a caso! Anzi, risponde ad una Regola di profonda civiltà, per sancire un tributo solenne alla memoria di altri martiri del crimine mafioso, da Giovanni Falcone a Paolo Borsellino, così come mai dimenticare i tanti Uomini ed Esponenti dello Stato che sono  caduti sul fronte della lotta alla criminalità organizzata.

L’Iniziativa è stata presentata come Evento di alti contenuti valoriali, per mantenere viva la memoria ed il ricordo di nefasti episodi e tragici momenti che scossero la pubblica opinione non solo italiana. Per ricordare, altresì , che di fronte alla pericolosità delle mafie mai bisogna abbassare la guardia e che la Cultura Antimafia si costruisce pazientemente, giorno dopo giorno, ad ogni livello.

Il Logo dell’Osservatorio Nazionale Mafie “Falcone-Borsellino” (ONM)

Ecco perché le Agenzie Educative assumono un ruolo centrale in questa battaglia di civiltà e la Scuola, in primis, diventa un Soggetto pubblico privilegiato: per informare ed educare le nuove generazioni, i discenti e, di riflesso, la Comunità Civile ad  essere sempre pronti a porre in essere energiche reazioni di rifiuto e abiura  a qualsiasi tipo di fenomeno criminogeno.

I due prestigiosi Sodalizi  (Circolo della Stampa e Osservatorio Nazionale Mafie) legati da un virtuoso ‘ vincolo del fare‘, intenti a realizzare un puntuale sinergismo operativo che, già da tempo, ha sancito ottimi riscontri e risultati sul territorio al fine di innestare il più possibile quegli elementi di sensibilità, maturazione e responsabilità e coscienza civica ad un caposaldo che si chiama Legalità.

Il Logo del Circolo della Stampa “M.R.Sessa” – Cosenza

Obiettivo? Realizzare un Progetto organico e duraturo di educazione al rispetto delle regole e delle leggi, del vivere in armonia in un mondo sempre più complesso e problematico, nel rispetto del genere umano, per qualificare ed esaltare anche i contesti e gli ambienti urbani dove la stessa vita si estrinseca. Un’azione, in altre parole, per meglio ‘attrezzare’ i cittadini del prossimo futuro.

La stessa composizione del Tavolo dei Lavori della Manifestazione, pertanto, ha risposto a questa esigenza: riunire e mettere a confronto diverse esperienze, veicolarle in una dimensione di grande comunicazione ed accessibilità ad un uditorio prevalentemente composto da allievi dell’Istituto scolastico rendese coinvolto. Ma a seguire i lavori c’era anche un pubblico variegato, tra cittadini interessati, giornalisti, osservatori e studiosi del Fenomeno, oggetto dell’Incontro.

Il Tavolo dei Lavori: da sin.: Franco ROSITO – Alisa Rosa ARTURI -Arcangelo BADOLATI – Rosanna SCOPELLITI – Ercole Giap PARRINI

Apprezzati e seguiti, con la dovuta attenzione, gli interventi introduttivi che hanno concorso a meglio esplicitare alcuni punti salienti di questa Mission, non solo per l’attualità della manifestazione ma per far meglio comprendere la caratura e l’inderogabilità di un Impegno di matrice Etica e di Responsabilità verso il territorio. Si sono alternati gli interventi: della dirigente scolastica e responsabile del Liceo” Pitagora”, Rosa Alisia Arturi; del Presidente del Circolo della Stampa “M.R.Sessa” di Cosenza,  Franco Rosito; del Giornalista e Scrittore Arcangelo Badolati (Coordinatore dell’Osservatorio Nazionale Mafie “Falcone – Borsellino”); del Sociologo Ercole Giap Parini ( docente all’Unical, esperto di analisi socialogica dei fenomeni mafiosi); di Rosanna Scopelliti ( Presidente della Fondazione “Antonino Scopelliti”), figlia del compianto magistrato, originario di Campo Calabro (RC), trucidato dal fuoco criminale in quell’estate orribile: era il 9 agosto del 1991.

“Ho scelto di tornare in Calabria perché è una terra di gente onesta e perbene, nonostante la mafia me l’avesse fatta odiare, mi avesse allontanato dalle mie origini”.

Rosanna SCOPELLITI – Presidente della Fondazione “Antonino Scopelliti”

E’ Rosanna Scopellitiche ha inteso così  scandire l’avvio il suo appassionato intervento. Parole che subito hanno un’immediata eco nel Museo del Presente di Rende e arrivano fino ai cuori degli studenti del Liceo “Pitagora”. S’infittiscono i ricordi e come un’Alba splendente, a mano a mano, emerge l’adamantina Figura di un illustre figlio di Calabria e la sua carriera nella Magistratura: Antonino Scopelliti, padre di Rosanna. Una fulgida personalità, che suscita subito stima professionale e grande ammirazione! Entra nella Magistratura italiana a soli 24 anni, dove ha svolto la carriera di magistrato requirente, iniziando come Pubblico Ministero presso la Procura della Repubblica di Roma, poi presso la Procura della Repubblica di Milano.

Procuratore generale presso la Corte d’Appello quindi, Sostituto Procuratore Generale presso la Suprema Corte di Cassazione. Seguì un’eccezionale carriera, che lo portò ad essere il numero uno dei sostituti procuratori generali italiani presso la Corte di Cassazione. Si è occupato di vari maxi processi, di mafia e di terrorismo.Un’estate di fuoco e di immane tristezza che il presidente della Fondazione “Antonino Scopelliti” non dimenticherà mai: privata  per sempre di un Genitore attento e premuroso, proprio in quell’età delicata e formativa dell’infanzia; cancellato il desiderio di vivere nella terra che le ha dato i natali. Anzi  no, perché l’impulso di tornare a casa, tra la brava gente, l’ha pervasa e convinta a fare marcia indietro. Eppure non è stato facile, come la stessa Rosanna Scopelliti ha  raccontato nel corso del suo coinvolgente intervento-testimonianza.

Particolare dell’Uditorio -Sala Gremita dal Pubblico

“Nascere negli anni ’80, figli di magistrati nel mirino delle mafie, non è stato certo facile, ha riferito Rosanna Scopelliti. Basti pensare che con mio padre giocavamo al “facciamo finta”, immaginando che io non esistessi. Per non dare nell’occhio, da piccolina, mi spostavo in un borsone grande e rosso, da tennis, o ancora in una cassetta di pomodori. Era un modo per proteggermi. Dal mio primo giorno di vita, mio padre non pensò che a quello. Non ricordo una vacanza con lui o una lunga passeggiata. Solo qualche gelato, quasi furtivo, a Roma. Perché uno degli effetti più duri da accettare quando si combatte la mafia è l’estraniazione dai propri cari.

Occhi lucidi e voce rotta dall’emozione nel momento del racconto del giorno più triste. Il giorno che le ha strappato la vita di suo padre e la parte più bella della giovinezza. “In quel periodo cercavo di far pratica con la bici: progressi lenti che documentavo giorno dopo giorno, via telefono, a mio padre”. Dal 9 agosto del 1991 non ebbe più modo di poter raccontare al suo “vecchio” emozioni e frustrazioni di una bambina di 8 anni che cerca di crescere.

Il Presidente del Circolo “SESSA”, Franco Rosito, consegna a Rosanna Scopelliti il Gagliardetto Ricordo

Altrettanto ricco di spunti – e con una base analitica solida su come si forma e si alimenta il fenomeno mafioso – s’è caratterizzato l’ intervento, particolarmente accolto da una platea sensibile e attenta, del Sociologo Parini, che ha illustrato il meccanismo che scatta nella mente del giovane mafioso. ‘Finalmente ho la possibilità di farmi vedere in giro con una Golf’, mi disse un giorno uno di loro, in occasione di una lezione in carcere. Ecco, spesso è un abbaglio che li conduce a percorrere la strada sbagliata, ha fatto rilevare il docente dellUnical. Sarebbe bello se a Scuola si studiasse compiutamente l’Educazione Civica. Quando ero studente imparai che la Costituzione non un qualcosa che esiste, semmai è un qualcosa da svolgere. Si tratta di una ‘piantina da coltivare’, ma allo stesso tempo è una ‘corazza’: tanto protettiva quanto difficile da portare, perché è molto pesante.

                                                               Da Casali del Manco (CS), 27 Maggio 2019

Articolo di Enzo Pianelli, da Laprimapagina.it, 27 maggio 2019

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